Benvenuti

AVVISI

  

Le celebrazioni in Cattedrale riprenderanno 

la prima domeniva di Avvento 28 novembre ore 11,30 e 20,00

 

LA CATTEDRALE , IL MUSEO DIOCESANO E SANTA MARIA DEI GRECI

RESTERRANNO CHIUSI PER MANUTENZIONE FINO AL 2 DICEMBRE

S. Maria dei Greci aperta solo per il culto S. Messa ore 8,30 dal lunedi al sabato

 

La fruizione turistica  (Cattedrale, S. MAria dei greci, Museo Diocesano)

riprenderà giorno 3 dicembre con i seguenti orari:

dal Martedì alla Domenica dalle ore 10 alle ore 13.
In Cattedrale la Domenica mattina ci sarà la celebrazione della Messa
e le parti monumentali resterrano chiuse

 

   ORARI APERTURA INVERNALI dal 3 dicembre

 (Cattedrale, S. MAria dei greci, Museo Diocesano)

Dal MARTEDI ALLA DOMENICA 10,00-13,00

Solo per la Cattedrale la Domenica 10,00-13,00/16,00-20,00

 

 

CAMMINO SINODALE

«L’ itinerario del “Cammino sinodale “ comporta la necessità di passare dal modello pastorale in cui le Chiese in Italia erano chiamate a recepire gli orientamenti Cei a un modello pastorale che introduce un percorso sinodale, con cui la Chiesa italiana si mette in ascolto e in ricerca per individuare proposte e azioni pastorali comuni». Chiediamoci ora le ragioni, le passioni del Cammino, con quale stile, compagnia e tempi.

La prima ragione è togliere dall’ archivio il Convegno di Firenze. Lo chiede papa Francesco. Si tratta di proporre alla società italiana un nuovo umanesimo in Gesù Cristo, con umiltà, disinteresse, beatitudine. È una Chiesa in uscita, che cercherà di farsi sorella e madre di tutti gli uomini, che non si ammala chiudendosi nell’ illusione di aggrapparsi alle proprie sicurezze. Una Chiesa che si sporca la veste condividendo le fatiche degli uomini disorientati di oggi. Non possiamo più guardarci allo specchio mentre le chiese si spopolano. Dobbiamo aprirci allo Spirito Santo perché il Sinodo non è un Parlamento dove trovare una maggioranza per risolvere problemi, ma silenzio, preghiera, revisione radicale di stili di vita e di modi ecclesiali, un camminare insieme con lo Spirito Così troveremo comunione eucaristica, consiglio, prudenza, misericordia per un governo corresponsabile della Chiesa, per portare la gioia del Vangelo a tutti.

Altro aspetto è quello dei compagni e dei tempi del percorso. Dal basso, chiede papa Francesco, coinvolgendo i laici, parrocchia per parrocchia, movimento per movimento, per uscire dalla autoreferenzialità clericale e dalla astrattezza. Era chiaro fin dal discorso di Firenze: «La società italiana si costruisce quando le sue diverse ricchezze culturali possono dialogare in modo costruttivo: quella popolare, quella accademica, quella giovanile, quella artistica, quella tecnologica, quella economica, quella politica, quella dei media... La Chiesa sia fermento di dialogo, di incontro, di unità. …Non dobbiamo avere paura del dialogo: anzi è proprio il confronto e la critica che ci aiutano a preservare la teologia dal trasformarsi in ideologia».

Con i laici cristiani possiamo riportare la Chiesa nello spazio pubblico con un metodo nuovo. Il dialogo poi non è solo parlare ma fare cose insieme, progetti, non solo tra cattolici ma con tutti gli uomini di buona volontà. Si richiede una vera metanoia per liberare il genio italiano in un possibile nuovo Rinascimento. Ovviamente la Chiesa dovrà esprimere un contributo critico all’ organizzazione della società, dell’ economia e della politica, che sono in contrasto in particolare con la Laudato si’ e il “cambiamento d’ epoca” dopo la pandemia. Il Paese si costruisce insieme con la convivialità delle differenti visioni.

Il salto di qualità della Chiesa italiana poi non potrà avvenire senza i giovani, protagonisti della costruzione del futuro. Una Chiesa sinodale, in sintesi, è basata su comunione, partecipazione e missione. Si tratta di entrare nel travaglio del tempo presente prendendo atto che con la pandemia le comunità cristiane, parrocchiali e diocesane sono in ginocchio. Ponendosi in ascolto dei territori del poliedro-Chiesa italiana, è ora di raccogliere i segni di rinnovamento per il dopo Covid 19, compresa una rinnovata cittadinanza attiva nelle formazioni intermedie e nella politica. Può essere un tempo di rinascita sociale, di riforma di strutture diocesane appesantite dal potere autoreferenziale. Osando con libertà vanno tagliati i rami secchi clericali con stile e metodo sinodale. Papa Francesco auspica «popolo e pastori insieme». Per una “Chiesa inquieta”, «sempre più vicina agli abbandonati, ai dimenticati, agli imperfetti».

FONTE FAMIGLIA CRISTIANA